Asset
Scegliere lo strumento per capacità, non per abitudine
Una tassonomia delle capacità utili per produrre e mantenere artefatti architetturali senza legarsi a un prodotto specifico.
Scegliere capacità, non marchi
Lo strumento va scelto a partire dalle proprietà che l'artefatto deve avere: collaborazione, verificabilità, versionamento, semantica, viste multiple o accessibilità a stakeholder non tecnici. Nessun prodotto eccelle in tutte queste dimensioni.
Associare capacità e forma
- Testo strutturato per rationale, assunzioni, vincoli e decisioni.
- Diagrammazione per relazioni, boundary, dipendenze e flussi.
- Tabelle e matrici per ownership, mapping e confronti.
- Modelli strutturati per coerenza semantica e viste multiple.
- Formati machine-readable per contratti verificabili e automazione.
- Versionamento per artefatti che evolvono con il software.
- Workspace collaborativi per discovery e workshop.
Domande discriminanti
Usare la capacità minima che preserva chiarezza e mantenibilità
Cercare un unico strumento per ogni artefatto tende a trasferire i compromessi dal contenuto alla piattaforma. È preferibile comporre strumenti diversi quando questo mantiene più chiaro il significato e più semplice l'aggiornamento.