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La sufficienza è una proprietà del prossimo consumatore
Un artifact è sufficientemente completo quando abilita il prossimo consumatore a svolgere la propria attività senza dover ricostruire decisioni, vincoli o informazioni essenziali.
La completezza di un artifact non si misura dal numero di pagine, elementi o sezioni. Si misura rispetto al lavoro che deve abilitare. Un artifact è troppo povero quando il suo consumatore deve fare assunzioni non dichiarate, chiedere continuamente chiarimenti, ricostruire decisioni già prese o interpretare in modo ambiguo un boundary o un contratto. È invece eccessivo quando il dettaglio aggiunto non modifica una decisione, non riduce un rischio, non elimina un'ambiguità rilevante e non aiuta il consumatore a svolgere meglio la propria attività. Un criterio pratico è chiedere: cosa dovrebbe sapere una persona competente ma non presente alle conversazioni che hanno portato qui? Quali assunzioni, vincoli, decisioni, relazioni o contratti non può ragionevolmente dedurre? Quali dettagli può invece scoprire direttamente dal codice, dagli strumenti runtime o da altre fonti autorevoli senza duplicarli? L'obiettivo non è rendere l'artifact autosufficiente rispetto all'intero sistema, ma sufficiente rispetto al suo scopo. Questo implica anche che lo stesso artifact può diventare insufficiente quando cambia audience, fase o rischio: la sufficienza è contestuale e va rivalutata quando cambia ciò che l'artifact deve abilitare.