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L'identità dell'agente è un confine di controllo
Un agente deve avere un'identità operativa distinguibile dall'utente, dal servizio e dall'orchestratore, così che autorizzazione e audit possano essere applicati al soggetto corretto.
L'identità è il primo confine di controllo
Quando un agente esegue un'azione, l'architettura deve distinguere chi ha richiesto il lavoro, quale identità operativa lo ha eseguito e quale sistema ha applicato l'autorizzazione. Senza questa separazione, attribuzione, revoca e audit diventano ambigui.
Non ereditare implicitamente tutta l'autorità dell'utente
Riutilizzare le credenziali complete dell'utente semplifica l'integrazione ma amplia il blast radius dell'agente. Un'identità distinta permette invece di applicare policy e limiti coerenti con la singola capacità delegata.
Cosa abilita un'identità operativa distinta
- Least privilege applicato al soggetto corretto.
- Audit che distingue richiesta, delega ed esecuzione.
- Revoca selettiva senza bloccare l'utente o il servizio principale.
- Policy diverse per agenti, persone e workload.
- Attribuzione affidabile delle azioni ad alto impatto.