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Cinque domande prima di creare un artefatto

Un controllo minimale per scegliere se creare un artifact, quale forma usare e quanto investirci prima di iniziare a documentare.

Tipo
Pratica

Prima di creare un artifact conviene rispondere a cinque domande. Primo: quale incertezza deve ridurre? Se non esiste una domanda precisa, il rischio è produrre documentazione rituale. Secondo: chi deve usarlo? Un artifact senza audience definita tende a essere troppo generico oppure inutilmente dettagliato. Terzo: quale decisione o attività deve abilitare? Può servire a scegliere un'opzione, coordinare team, implementare un contratto, validare un rischio o gestire un sistema in esercizio. Quarto: per quanto tempo deve restare valido? Materiale esplorativo può essere temporaneo; contratti e decisioni durevoli richiedono invece una forma mantenibile e spesso versionata. Quinto: qual è il formato minimo che rende l'informazione non ambigua? Testo, diagramma, tabella, modello o schema machine-readable non sono intercambiabili. Da queste domande deriva anche il livello di dettaglio: abbastanza da consentire al consumatore successivo di agire senza ricostruire il ragionamento, ma non tanto da trasformare l'artifact in una replica completa del sistema. Un buon segnale di stop è quando aggiungere dettagli non cambia più una decisione, non elimina un'ambiguità rilevante e non riduce un rischio concreto.

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